La tua dieta e la SM
Questa sezione ti offre le linee guida di base per mantenere una dieta sana e fornisce alcuni consigli utili sui cibi che dovrai consumare e quelli che dovrai evitare.
Una serie di ricerche, condotte negli ultimi vent’anni, ha rilevato correlazioni tra la dieta e la progressione della malattia. Non ci sono dati certi che la dieta possa influenzare l’insorgenza di una riacutizzazione in pazienti con una forma recidivante-remittente o modificare la frequenza di progressione nelle forme secondarie progressive.
Sono stati effettuati alcuni studi [2-4] che hanno mostrato benefici in seguito al consumo, con la dieta, di due classi di alimenti [1].
Gli acidi grassi essenziali
Gli acidi grassi essenziali sono quei grassi di cui l’organismo ha bisogno per star bene, ma che è incapace di produrre da solo e perciò devono essere introdotti con la dieta (per questo si chiamano "essenziali"). Questi sono i cosiddetti grassi insaturi (detti "insaturi" perché non tutti i legami chimici sono stati saturati). I grassi insaturi formano una parte importante del tessuto cerebrale e della guaina mielinica.
L’acido linoleico è il più usato tra gli acidi grassi insaturi ed è presente in grande quantità nell’olio di primula, di girasole e di mais. Questo è chiamato acido grasso omega 6: il sei indica la parte della molecola dove sono presenti i legami insaturi.
Altri tipi di acidi insaturi sono gli acidi grassi omerga 3, presenti nell’olio di pesce e nel seme di lino. Come costituenti del tessuto nervoso, è evidente che gli acidi grassi essenziali possono essere capaci di modificare la risposta infiammatoria in malattie autoimmuni, quali la SM.
Gli antiossidanti
I processi chimici per la produzione di energia necessaria per la nostra vita, dipendono dall’ossigeno che noi inspiriamo. Come sottoprodotto, questi processi creano una grande quantità di composti altamente reattivi dell’ossigeno, chiamati radicali liberi. Questi sono prodotti anche dall’esposizione alla luce del sole e dall’inquinamento urbano. I radicali liberi reagiscono con diversi tessuti corporei, inclusa la mielina, dove possono produrre danni.
La nostra dieta generalmente contiene alcune vitamine e minerali con attività antiossidante in grado di eliminare questi radicali liberi:
- la vitamina E, liposolubile, contenuta nella frutta fresca, nel burro e nelle margarine, nei semi in generale, in alcuni cereali, e negli oli vegetali;
- la vitamina C, idrosolubile, che è largamente diffusa negli alimenti di origine vegetale; particolarmente ricchi sono ne gli agrumi, i kiwi, i peperoni, i pomodori e gli ortaggi a foglia verde. La verdura e la frutta, che vengono conservate per lungo tempo prima di essere consumate, o che macerano o vengono tenute "a mollo" nell'acqua per lungo tempo, subiscono però ingenti perdite di vitamina C;
- la vitamina A (o beta-carotene)- liposolubile, che è contenuta nel fegato, nella frutta fresca e negli ortaggi di colore giallo-arancione;
- il selenio, minerale essenziale contenuto nei cereali, nel pesce, nelle uova e nei prodotti lattiero-caseari, nel formaggio e nella carne. La frutta e le verdure presentano un contenuto variabile, in rapporto al terreno di coltivazione, ma comunque basso.
Le diete restrittive
Alcune diete che escludono vari tipi di alimenti come il glutine sono state provate su pazienti con SM, ma senza alcun beneficio. Alcune persone malate di SM sono affette da carenze, magari senza saperlo, e si sottopongono a diete restrittive che possono rivelarsi dannose.
E’ sempre indispensabile chiedere un consulto al proprio medico o al dietologo prima di iniziare una dieta di qualsiasi tipo.
La dieta nella SM Recidivante-Remittente (SMRR)
La dieta suggerita in pazienti con SMRR è la stessa raccomandata alla popolazione sana adulta. L’obiettivo è quello di incrementare i livelli di acidi grassi essenziali, antiossidanti, acido folico e vitamina B12, mantenendo una buona funzionalità intestinale.
- Usare margarina e olii polinsaturi (per es. olio di girasole)
- Mangiare regolarmente pesce: l’ideale è 2-3 volte a settimana
- Consumare pochi latticini, come latte scremato o parzialmente scremato
- Scegliere il pollo o altre carni magre
- Mangiare giornalmente abbondante frutta e verdure
- Evitare salse, bacon, hamburger, e altri cibi con alto contenuto di grassi animali saturi
- Evitare torte, cioccolata, creme che sono ricchi di grassi e zuccheri
- Cuocere i cibi in poco olio, alla griglia, al forno, bolliti, al vapore
- Evitare i cibi fritti
- Preferire il pane con farina integrale
- Bere 2 litri di acqua al giorno
- Evitare dosi eccessive di supplementi vitaminici
La dieta nella SM secondaria-progressiva (SMSP)
I pazienti con SMSP necessitano di una dieta personalizzata.
Acquisire peso può essere un problema per alcune persone, per la loro scarsa attività fisica, conseguente alla ridotta mobilità, alla fatica e forse alla depressione. Essere sovrappeso può comportare problemi per la motilità e fa aumentare il rischio di altre malattie come il diabete e le malattie cardiovascolari.
Una dieta troppo rigida non è appropriata per un paziente con SM secondaria-progressiva, ma sono necessarie alcune semplici misure:
- ridurre il consumo giornaliero di grassi
- consumare bevande a basso contenuto calorico
- ridurre il consumo di alcol.
Molti pazienti con SM secondaria-progressiva perdono peso perchè malnutriti. Questi possono presentare atrofia muscolare, spasmi, fatica, riduzione della performance intellettiva, alterata risposta immunitaria alle infezioni e anemia. Sono molte le ragioni per le quali si possono avere perdita di peso e malnutrizione:
- ridotta motilità, una riduzione della vista e la fatica possono creare problemi per fare la spesa e cucinare
- cure inappropriate
- difficoltà fisiche per la nutrizione, come il tremore
- stancarsi subito quando si mangia
- poco appetito. Alcune persone possono dichiarare di mangiare di più di quello che realmente fanno
- inadeguato apporto idrico
- alterazioni della performance intellettiva, che possono impedire di riconoscere la perdita di peso come problema
- difficoltà di deglutizione.
In tutti questi casi possono essere necessarie figure professionali competenti: il dietologo, il fisioterapista e il terapista occupazionale possono essere di aiuto.
Il dietologo potrà suggerire:
- piccoli pasti, ma frequenti
- uso libero di margarina di olio di girasole sul pane, patate
- pasti ricchi di oli vegetali
- consumo di latte scremato
- consumo (moderato) di integratori multivitaminici.
La disfagia
La disfagia, ovvero la difficoltà di deglutizione, è spesso associata a problemi del linguaggio. Si possono avere tosse e soffocamenti duranti i pasti e frequenti infezioni polmonari.
La situazione individuale dovrebbe essere valutata da un logopedista e da un otorino, e andrebbero adottate diete che prevedano cibi tritati, passati, o schiacciati, più o meno liquidi, a seconda della gravità della condizione. Questo tipo di alimentazione può non piacere, e questo favorisce ulteriormente la perdita di peso. Allora saranno necessari il latte e gli integratori. Nei casi più gravi, può essere necessaria un’alimentazione fatta tramite sondino nasogastrico.
Bibliografia
1. - Payne A - A Nutrition and diet in the clinical management of multiple sclerosis. Journal of Human Nutrition and Dietetics 2001; 14:349-357
2. - Bates D, Cartlidge NEF et al - A double-blind controlled trial of long chain n-3 polyunsaturated fatty acids in the treatment of multiple sclerosis. Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry 1989; 52:18-22
3. - Dworkin RH, Bates D et al - Linoleic acid and multiple sclerosis: a reanalysis of three double-blind trials. Neurology 1984; 34:1441-1445
4. - Warren G, McKendrick M, Peet M The role of essential fatty acids in chronic fatigue syndrome. A case-controlled study of red-cell membrane essential fatty acids (EFA) and a placebo-controlled treatment study with high dose of EFA. Acta Neurologica Scandinavica 1999; 99(2):112-116


