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Il trattamento precoce

Le fasi iniziali della sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) possono essere un periodo apparentemente tranquillo, in termini di attività di malattia. Per esempio, si possono manifestare un numero limitato di riacutizzazioni e, generalmente, appaiono pochi sintomi ed un basso grado di disabilità.

Ma, come spesso accade, l'apparenza inganna. Sebbene ci si possa sentire bene, recenti studi hanno dimostrato che è proprio nelle fasi precoci che la malattia progredisce a livello dell'encefalo e del midollo spinale. L'attività infiammatoria è presente anche nelle fasi iniziali della malattia e continua durante le riacutizzazioni. Tale attività determina un accumulo del danno assonale che porta allo sviluppo, progressivo, di disabilità permanente. Il danno assonale nella sua fase iniziale può essere reversibile, purché venga ridotta la componente infiammatoria; la persistenza del processo infiammatorio, al contrario, porta ad una stabilizzazione del danno assonale, che determina, così, una lesione irreversibile dell'assone (la cosiddetta "perdita assonale").

Al fine di ridurre l'estensione del danno assonale, prima che diventi una vera e propria perdita assonale, l'attività infiammatoria cerebrale deve essere soppressa il più precocemente possibile, mediante l'utilizzo di un trattamento con farmaci immunomodulatori, come l'interferone beta-1b. Quest'ultimo può favorire un decorso della malattia a lungo termine più positivo.


Bibliografia

1. Montalban X - The pros and cons of early treatment of relapsing forms of multiple sclerosis. J Neurol 2004 Sep;251 Suppl 4:IV30-4. Review.


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