Ultime raccomandazioni per il trattamento della Sclerosi Multipla
Nel 2002, dopo una revisione di tutti gli studi clinici a disposizione, l’Accademia Americana di Neurologia (American Academy of Neurology) ha pubblicato delle linee guida di pratica clinica sul trattamento della Sclerosi Multipla.
Tali raccomandazioni si basano sui risultati di numerosi studi clinici, di cui è stata valutata l’importanza scientifica e il tipo di disegno (se si trattava di uno studio randomizzato, in cieco, controllato con placebo, etc).
In base a tali valutazioni, sono stati definiti quattro livelli di raccomandazione:
- Efficacia stabilita
- Probabile efficacia
- Possibile efficacia
- Non provata efficacia
Le loro raccomandazioni principali sono le seguenti:
(Goodin et al 2002) [1]
Interferone beta
L’interferone beta dovrebbe essere considerato per ciascun paziente che presenti un alto rischio di sviluppare una SM clinicamente definita o per pazienti già affetti da SM recidivante remittente (SMRR) o SM secondariamente progressiva (SMSP), che presentino ancora riacutizzazioni.
L’efficacia dell’interferone beta nei pazienti SMSP che non presentino delle riacutizzazioni cliniche rimane incerta.
L’interferone beta riduce la frequenza delle riacutizzazioni, valutate sia clinicamente che attraverso la risonanza magnetica.
E’ probabile che l’interferone beta rallenti la progressione della disabilità sostenuta.
E’ possibile che alcuni pazienti con SM, come quelli con più attacchi o in una fase precoce di malattia, siano i migliori candidati per un trattamento con interferone beta.
E’ probabile che aumentando la dose di interferone beta si aumenti parallelamente la sua efficacia, ma questo è dovuto più all’aumento della frequenza di somministrazione che non all’aumento della dose.
Glatiramer acetato
Il Glatiramer acetato dovrebbe essere considerato in tutti i pazienti con SMRR, per ridurre la frequenza degli attacchi.
E’ possibile che il Glatiramer rallenti la progressione sostenuta di disabilità nella SMRR.
Non ci sono dati che supportino l’utilizzo del Glatiramer acetato nella forma progressiva di malattia.
Glucocorticoidi
E’ stato dimostrato che il trattamento con i glucocorticoidi è in grado di avere un effetto a breve termine per i pazienti SM in fase cauta di malattia. Non sembra avere, tuttavia, un effetto benefico a lungo termine.
E’ possibile che somministrazioni regolari di glucocorticoidi possano essere utili per un trattamento a lungo termine, nei soggetti SMRR.
Altri trattamenti
I trattamenti riportati qui di seguito hanno la possibilità di avere qualche effetto benefico, per alcuni pazienti affetti da SM:
- Ciclofosfamide (pazienti più giovani, con fase progressiva di malattia)
- Metotrexate
- Azatioprina
- Cladribina
- Ciclosporina (Effetto benefico potenziale, sopraffatto dal rischio di effetti collaterali)
- Mitoxantrone (Effetto benefico potenziale, sopraffatto dal rischio di effetti collaterali)
- Immunoglobuline endovena
- Plasmaferesi (negli episodi acuti severi, in pazienti precedentemente non disabili)
Bibliografia
1. - Goodin DS, Frohman EM et al - Disease modifying therapies in multiple sclerosis. Report of the Therapeutics and Technology Assessment SubCommittee of the American Academy of Neurology and the MS Council for Clinical Practice-Guidelines. Neurology 2002;58:169-178.


